Il paradosso del Backfire Effect

Più prove si portano e meno ci si crede

Il paradosso del Backfire Effect

Parliamo del cosiddetto Effetto Controproducente, uno scherzo del nostro cervello.Vi è mai capitato, per esempio, di avere un caro amico, forse il miglior amico che avete, e scoprire che la sua dolce metà lo tradisce spudoratamente? All’inizio siete sorpresi, sapete infatti quanto queste due persone ci tengano a palesare pubblicamente la loro preferenza a un modello di unione strettamente monogama, ma… avete le prove! Non dei semplici sospetti ma una serie di elementi che rendono il fatto provato inconfutabilmente. Che fare? La coscienza rode in certi momenti. Dirglielo? Lo sapete quanto ne è innamorato. Sarebbe un dolore. Ma poniamo caso che decidiate di farlo, scelta vostra. Parlate con il vostro amico, gli mostrate le prove indiscutibili che avete e gli fate capire che la cosa è vera: avete le prove. Non può non crederci. Ma a un certo punto che succede? Si irrita, non sembra per niente riconoscente per quello che fate. E più prove gli portate e più lui si chiude. Non solo non crede ad una sola parola di quello che dite ma comincia ad essere davvero irritato, anzi ce l'ha con voi, vi offende e si sente offeso. Ma com'è possibile rifiutare una verità che in quel momento è inconfutabile e verificata

 

E, paradossalmente, forse adesso anche a voi viene il dubbio che quelle prove che sembravano così robuste forse non lo sono davvero e magari cercate scenari surreali in cui le prove che avete non siano così valide come pensavate. Insomma, può diventare un “problema a molti corpi”, dove un forte rifiuto irrazionale dell’evidenza da parte del nostro interlocutore può provocare di riflesso dei dubbi altrettanto irrazionali alle altre parti coinvolte nel dialogo. Comunque siete e restate preoccupati per lui: s'è arroccato nelle sue convinzioni e non ne esce. Nonostante le prove. Anzi, a causa delle nostre prove, e più ne abbiamo portate e più abbiamo peggiorato la situazione! Amicizia rovinata? Forse. Attendiamo sviluppi. 

 

Che cos’è

E in attesa degli sviluppi, vediamo in linea di massima di che stiamo parlando. Ne abbiamo già accennato in questo nostro approfondimento di qualche tempo fa. In alcune situazioni succede che più prove si adducono e maggiore diventa l'incredulità del nostro interlocutore, come in una sorta di rifiuto a prescindere. Nell’esempio precedente, il vostro migliore amico, e forse un po' anche voi, potrebbe essere vittima del Backfire Effect, l'effetto controproducente. Molto caratteristica e - perdonate in anticipo il gioco di parole! - mirata sul problema è l'immagine tratta dal lavoro pubblicato da Matthew Inman su The Oatmeal per descriverlo. Una pistola che ha la canna ripiegata verso chi spara. Un bel problema. 


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Come se ne esce? Non se ne esce. O meglio non subito, anche se forse una speranza c'è. Come spiega bene Stefano Dalla Casa in un articolo del 2017, l'espressione, coniata nel 2010 da Brendan Nyhan e Jason Reifler, potrebbe definire l’apparente impossibilità di correggere alcune convinzioni errate. Il Backfire Effect arriva quando le nuove informazioni, invece di cambiare le nostre errate convinzioni (in modo più o meno doloroso) hanno l’effetto di renderle ancor più granitiche. Sarebbe molto facile giudicare un atteggiamento del genere incredibilmente stupido e dannoso (e in effetti dannoso lo è) ma il punto è che ognuno di noi può possedere all’interno del suo sistema di valori una convinzione errata e reagire al suo debunking come se i propri ideali fossero sotto attacco. 

 

Ma allora la speranza dov'è? Forse risiede nel fatto che in linea di massima non si manifesterebbe in modo consistente per tutte le affermazioni a cui siamo ideologicamente refrattari. Ecco perché una speranza c'è: alla fine della fiera i fatti in linea generale continuano a contare eccome. Ragionevolmente potremmo quindi affermare che dipenderebbe molto soprattutto da qual è l'argomento di cui stiamo parlando. Se è un tema che ci sta particolarmente a cuore, se tocca le nostre emozioni e i nostri sentimenti più profondi, ecco che forse diventa per il Backfire terreno assai fertile. Almeno noi non possiamo fare a meno di osservare che ha alcune somiglianze con una particolare fallacia logica: stiamo pensando alla Fallacia Logica dell’Appello alle Emozioni dove infatti chi la “subisce” antepone il sentimento personale alla razionalità. Spesso questo accade quando ci si trova di fronte a una tematica molto sentita a livello personale, su cui si potrebbero avere notevoli bias cognitivi. Similmente, nelle condizioni ideali perché si inneschi il Backfire, siamo più attratti dall’aspetto sentimentale della circostanza e le nostre capacità di pensare criticamente si riducono in maniera significativa. Sarebbe davvero bello in questi casi essere capaci di non reagire d’impulso e fermarsi a riflettere ma oseremmo dire che è quasi impossibile sia da prevedere che forse addirittura da gestire in quel preciso momento. Ma non è detto che tutto ciò non possa accadere invece con il tempo, quando gli effetti di qualsiasi avvenimento in linea di massima tenderebbero di solito ad affievolirsi e magari a scomparire: forse, passate poche ore o qualche giorno, un mese o magari due, il vostro migliore amico ci ripensa, si affida alla razionalità, riflette con pensiero critico e corre ad abbracciarvi. E finalmente vi ringrazia. Hai visto mai! 

 

Prenderla con filosofia

Infatti secondo noi in generale magari bisognerebbe prenderla a ridere: nel complesso è e resta uno scherzo del nostro cervello e non possiamo nemmeno arrabbiarci con lui! Migliaia di anni di evoluzione hanno fatto in modo che diventi una macchina complessa e sempre comunque al nostro servizio, anche se certe volte prende delle notevoli cantonate: sicuramente in buona fede ma sempre cantonate restano. E, oltre a prenderla a ridere, aggiungiamoci anche a questo punto un pizzico di filosofia: parlare di Backfire Effect, almeno a noi, richiama alla memoria anche la Pareidolia. Si tratta di una delle illusioni alle quali siamo più esposti, derivante dalla tendenza innata che abbiamo di ritrovare con sollievo forme ordinate e a noi note anche in contesti assolutamente disordinati. In genere è davvero difficile non vedere, quando se ne presentano i tratti confusi, il volto di qualcuno su una fetta di pane bruciacchiato o il classico coniglio in una nuvoletta in cielo: per quanto di nostra conoscenza, il nostro cervello vuole stare tranquillo, “stonature” forse non le ammette e lo fa per proteggere noi. Intendiamoci, il Backfire non c’entra nulla con la Pareidolia ma è il meccanismo di azione in sé che potremmo dire che nel complesso sia molto simile: le nostre “celluline grigie” (per dirla à la Poirot) vogliono stare in pace e nello specifico caso del nostro amico magari si arroccano per non farlo soffrire, lo difendono, lo proteggono. L’idea di essere tradito risulta difficile da mandar giù: disgusto, rabbia e paura (emozioni forti!) potrebbero prendere il sopravvento, almeno in quel momento e almeno in quella determinata circostanza. In quell’istante per lui resta una verità dura da accogliere, non l’accetta e non ha nessuna intenzione di farlo. 

 

Ecco come possono trarci in inganno le nostre “celluline grigie”. Certo, lo farebbero, secondo loro, per il nostro bene. Vero. Anche vero, che in genere i migliori danni possono essere fatti anche con le più nobili delle intenzioni, come in questo caso. E come per ogni fenomeno del genere, e che a noi risulti, nessuno è potenzialmente immune dal Backfire, come con la Pareidolia, a prescindere da intelligenza o livello di istruzione. Non è infatti questione di stupidità o ignoranza: è questione di cervello, e tutti nel complesso ce l'abbiamo uguale e vuole a tutti bene senza distinzioni di sorta: non sta a guardare di chi è il cranio che lo ospita.

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Solo un’ipotesi?

Poi ci sarebbe un'altra speranza, ancora più importante. Che il Backfire Effect addirittura non esista. Ma come? In che senso? Eh, sì! A questo giro si potrebbe addirittura arrivare a pensare che chi ha ipotizzato che non esista sia sotto l'effetto di un ennesimo stratagemma del nostro cervello per farci stare tranquilli ma questa volta a livello macroscopico: non sta agendo su un solo o massimo due cervelli ma su molti, un po' come fa il diavolo descritto da Keyser Söze ne I soliti sospetti, “Il più grande inganno del diavolo è stato quello di far credere al mondo che lui non esiste”. 

 

Ci sono infatti prove che il cosiddetto Backfire esista? Sì, ma al momento e che noi sappiamo sono contraddittorie. L'effetto è supportato da alcuni studi e altri studi invece non hanno trovato prove per affermare che esista. La sua esistenza, forza e applicabilità sono attualmente e che a noi risulti oggetto di dibattito. Inoltre le migliori prove disponibili suggerirebbero che in realtà non esista. E sarebbe pure una bella beffa: l'idea dell'Effetto Controproducente, che da quanto ne sappiamo è accettata con generale sicurezza da buona parte della comunità scientifica, non sembrerebbe basarsi su chiare evidenze scientifiche. Però intendiamoci ancora una volta: magari non esiste, magari fa solo parte di una serie di fenomeni non ancora compresi, resta comunque secondo noi il fatto che la storia dell'amico che vi abbiamo raccontato non sia proprio campata in aria. E magari siamo anche noi vittime dell’Effetto Controproducente! 

 

Conclusioni

Visto che è un bel dilemma? Per questo motivo che in questo nostro approfondimento abbiamo voluto affrontare il cosiddetto Backfire: può essere un ottimo spunto, e magari solo quello, per ricordare in primis a noi stessi di Chiedi Le Prove e in genere a tutti coloro che seguono iniziative come le nostre promosse dal Cicap che il pubblico a cui noi ci rivolgiamo non è costituito da chi è già schierato ma da quelli che non hanno una posizione definita e che hanno più probabilità di trarre beneficio dalla verifica delle prove: non bisogna infatti limitarsi al debunking ma occorre fare un lavoro più a lungo termine che consista nell'educarci ai valori e ai metodi della scienza. E, giocando d'anticipo, prendere la sana abitudine di chiedere noi le prove di quello che sentiamo e da chi lo sentiamo potrebbe indurci in genere nella giusta direzione. Come si dice, nel dubbio... impara a chiedere le prove! Così quando qualcuno un giorno poi le porterà a te, magari per correggere una tua convinzione errata, un tuo granitico bias personale, avrai già imparato l’importanza del loro valore e forse ti potrà pure tornare utile come eventuale vaccino contro i nefasti effetti del Backfire Effect (e sempre che esista).